VideoDran

Ideazione, Regia e Video: Rajeev Badhan

Drammaturgia: Elena Strada

Con: Rajeev Badhan,Elena Strada,Eliseo Cannone,Matteo Menegaz,Harbans Badhan

Musiche: Enrico Fiocco,Michele Braga

Suoni: Mauro Sommavilla

Una produzione SlowMachine

Anno 2013

Progetto vincitore della residenza C32 performingworkspace di Venezia e finalista alla II edizione del premio Lidia Petroni Residenza Idra di Brescia

Durata 30 minuti

LO SPETTACOLO

Nel buio un tavolo, tre televisori, un bambino e due attori.

VideoDran mescola due linguaggi, uguali nella loro forma espressiva, ma essenzialmente diversi nella loro forma riproduttiva, quello teatrale e quello video. Una preformance che si interroga sulla solitudine adolescenziale e di come l’isolamento all’interno del nucleo familiare sia alla base  delle difficoltà di comunicazione. VideoDran è un’incubo dove si rispecchia la società dei consumi.

Le persone ormai si conoscono più attraverso uno schermo che di fronte ad un bicchiere, si amano più di fronte ad uno schermo he su un letto e percepiscono come realtà più quella che gli si presenta dentro un televisore più che quella che gli capita davanti agli occhi.

Secondo Aristotele la parola δραν “dran”, che significa (fare/agire), è l’origine della parola dramma. VideoDran è un video-dramma, un video che agisce, un video che è dramma in senso teatrale.

VideoDran è un’incubo sulla solitudine.

EMANUELA DAL POZZO – Traiettorie.org

Interessante approccio multimediale della performance “VideoDran”( videodramma), breve ma di forte impatto, centrato sulle interferenze televisive all’interno di un nucleo familiare e sulla frammentarietà comunicativa tra i suoi membri. (…)