SLOWMACHINE

LO ZOO DI VETRO

Sabato 08 APRILE 2017

da Tennessee Williams

ideazione e regia Rajeev Badhan
con Giuseppina Turra, Elena Strada, Ruggero Franceschini, Diego Facciotti
animazioni Emanuele Kabu
consulenza drammaturgica Franco Lonati
costumi Alice Gazzi
scene Rajeev Badhan, Elena Strada
musiche e luci Rajeev Badhan
maschere Luca Antonini
macchinisti Luigino Marchetti, Alessandro De Pellegrin
organizzazione Rajeev Badhan, Elena Strada, Cristiana Moritsch
produzione esecutiva Rajeev Badhan, Elena Strada
assistente alla produzione Giovanna Maugeri
ufficio stampa Elena Strada, Cristiana Moritsch
produzione SlowMachine con il sostegno di Fondazione Teatri delle Dolomiti, Funder35, Fondazione Cariverona

 

“…la verità, o vita o realtà è una cosa organica che la fantasia poetica può rappresentare o suggerire, nella sua essenza, solo attraverso una metamorfosi cambiandola in altre forme da quelle che erano presenti nell’apparenza.”

Tennessee Williams

Per la chiusura di questa terza edizione di BELLUNO MIRAGGI, SlowMachine debutta con la sua nuova produzione, realizzata a Belluno con la collaborazione di artisti del territorio, “Lo Zoo di Vetro” da T. Williams. Primo successo del drammaturgo americano che sarà poi reso celebre dall’opera “Un Tram chiamato Desiderio”, “Lo Zoo di Vetro” (The Glass Menagerie), di cui la prima fu allestita nel ’44, è un dramma dalle fortissime connotazioni autobiografiche.
Opera di rara delicatezza poetica, di simbolica visionarietà e d’innovazione letteraria, Lo Zoo di Vetro presenta, come rinchiusi in un serraglio delicatissimo ma d’infrangibile sostanza, cinque “personaggi della memoria”: Tom, simbolico alterego dell’autore e guida della nostra immaginazione, sua madre Amanda, sua sorella Laura, l’immagine del Padre e Jim, un giovanotto in visita o “quel qualcosa da lungo atteso ma sempre rinviato per il quale viviamo”.
La regia di Rajeev Badhan punta a dare nuova vita a questo classico anche attraverso l’elemento del video, già inserito dall’autore più come suggestione che come reale mezzo tecnico, che trasporta lo spettatore all’interno dell’universo soggettivo del ricordo e in quello dell’isolamento e della fantasia di una mente chiusa nella sua “diversità”. Come definito dall’autore stesso, Lo Zoo di Vetro è dramma del ricordo, e il ricordo è selettivo, vive nella sua soggettività, è liquido e trasparente, dai contorni poco definiti e fragile come il vetro. Il ricordo rapisce gli occhi, ha una sua realtà, un suo pensiero.
Questo spettacolo si pone come espressione che condensa in sé le progettualità presentate da SlowMachine tre anni fa all’interno del Progetto “Fare un Luogo” presentato per il bando di Residenza Teatrale.

SLOWMACHINE

guidata e diretta da Rajeev Badhan e Elena Strada nasce a Belluno nel 2012, è una organismo di produzione ed organizzazione teatrale e artistica.  La compagnia parte con l’esigenza di creare un polo che racchiuda in sé la produzione, l’ideazione e la contaminazione di lavori teatrali per cercare di dare luce e vita ad esperienze nuove, mosse da un desiderio di ricerca estetica, formale quanto contenutistica, dove lo studio sul linguaggio, sulla percezione e sulla comunicazione con lo spettatore, ne sono la chiave. Nel 2012  vince il bando di residenza promosso da C32 Performing Art Workspace, presso Parco del Contemporaneo-Forte Marghera dove è stato portato a compimento lo spettacolo “VideoDran , progetto d’esordio della compagnia, che ha in seguito partecipato a numerosi festival nazionali. Nel 2013 produce con il contributo del Comune di Bergamo lo spettacolo Il Giardino delle Rose…una commedia grottesca”. Nel 2014 dà vita alla performance “Primo Canto per Voce e Tempesta” dal testo “Causa di Beatificazione” di Massimo Sgorbani con la regia di Rajeev Badhan. Dal settembre 2014 SlowMachine organizza la Stagione del Teatro Comunale di Belluno, BELLUNO MIRAGGI, che sotto la direzione artistica di Rajeev Badhan e Elena Strada (che si occupano anche dell’organizzazione, della promozione e delle idee comunicative avvalendosi della collaborazione di artisti e professionisti del territorio) ha ospitato artisti di livello internazionale e prime regionali, oltre a coinvolgere attivamente la provincia con spettacoli in luoghi non teatrali, incontri con artisti, laboratori e collaborazioni con le realtà presenti sul territorio. Dal 2015 ha iniziato il processo di riqualificazione di uno spazio presso l’ex-Caserma Piave di Belluno denominato Hangar 11, per realizzarvi un luogo di spettacolo dal vivo, workshop, incontri e residenze.