PUEBLO

Sabato 16 Febbraio 2019

CREDITS

di Ascanio Celestini, con Ascanio Celestini, Gianluca Casadei, suono Andrea Pesce, produzione Fabbrica srl, in coproduzione con Romaeuropa Festival 2017, Teatro Stabile dell’Umbria distribuzione Ass. Cult. Lucciola Foto © Dominique Houcmant | Goldo

Seconda parte di una trilogia iniziata con lo spettacolo Laika, proposto all’interno della seconda edizione di Belluno Miraggi, “Pueblo” ci riporta all’interno di periferie urbane nella quotidianità degli “ultimi”. “Violetta è una giovane donna che lavora in un supermercato. Non le piace il lavoro che fa. Lavora alla cassa dove fatica anche ad alzarsi per andare al gabinetto. Allora immagina di essere una regina. E nella sua immaginazione anche il mondo che si trova fuori dal supermercato è un reame, pieno di gente interessante che lei incontra e che le racconta storie. Una barbona che rimpiange un uomo al quale ha voluto molto bene, un africano, facchino in un grande magazzino. E poi il padre di Domenica, scomparso quando lei era molto piccola o uno zingaro che ha conosciuto quando era bambina, bambino anche lui, e che ha rincontrato da grande. Tutti questi personaggi e le loro storie interagiscono, si incrociano, soprattutto attraverso un altro personaggio chiave del racconto: una ex prostituta proprietaria di un bar di periferia, di quelli con le slot machine, dove in qualche maniera tutti finiscono.
A me interessava raccontare la storia di un luogo che normalmente conosciamo solo quando vi accade qualcosa di scandaloso, di tremendo, di violento. Quando quello che accade, insomma, si trasforma in una notizia. E invece questo posto può essere osservato semplicemente perché esiste ogni giorno e non solo quando i fatti si trasformano in notizie. Qui abitano personaggi con un’umanità molto evidente il cui tratto principale è la debolezza. Sono deboli anche quando sono violenti, sono deboli anche quando sono cattivi, sono deboli anche quando sono colpevoli”.


Ascanio Celestini

ASCANIO CELESTINI

“Mi chiamo Ascanio Celestini, figlio di Gaetano Celestini e Comin Piera.
Mio padre rimette a posto i mobili, mobili vecchi o antichi è nato al Quadraro e da ragazzino l’hanno portato a lavorare sotto padrone  in bottega a San Lorenzo.
Mia madre è di Tor Pignattara, da giovane faceva la parrucchiera da uno che aveva tagliato i capelli al re d’Italia e a quel tempo ballava il liscio.
Quando s’è sposata con mio padre ha smesso di ballare.
Quando sono nato io ha smesso di fare la parrucchiera.
Mio nonno paterno faceva il carrettiere a Trastevere…”

Attore, scrittore e regista romano. Porta avanti, con grandissimo successo, un percorso personalissimo sul teatro di narrazione e la scrittura.