GIULIANA MUSSO

MIO EROE

Sabato 16 Dicembre 2017

PREMIO HYSTRIO ALLA DRAMMATURGIA 2017 – PREMIO CASSINOFF 2017

 

Di e con: Giuliana Musso
Regia: Giuliana Musso
Collaborazione alla drammaturgia: Alberto Rizzi Scene e assistenza: Tiziana De Mario
Musiche eseguite da: Andrea Musto
Direzione tecnica: Claudio “Poldo” Parrino
Foto: Adriano Ferrara
Sarta: Nuvia Valestri
organizzazione Miriam Paschini
produzione La Corte Ospitale

MIO EROE

Il tema generale è la guerra contemporanea, il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF (2001- 2014), la voce è quella delle loro madri.
Le madri testimoniano con devozione la vita dei figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita.  Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace. Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In Mio Eroe, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. Il dolore delle madri può superare la retorica militaristica che ci impedisce di ragionare sulla guerra quando siamo difronte al feretro coperto dal tricolore e affonda con la forza dei sentimenti in una più autentica ricerca di verità. In queste testimonianze femminili il tema della pace e il tema della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. Solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce delle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

“Mio Eroe diventa sì un altare alla memoria e alla vita, ma nella sua alta semplicità è anche uno sguardo etico e politico, un discorso pacato e intelligente sui paradossi, i conflitti di potere, sulla mancanza di risposte che abbiano un senso, un valore per tutti”.

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“Giuliana Musso non offre risposte ma, come sempre, si fa sguardo attento e profondo sul presente che ci circonda, apre nuove riflessioni che scavano voragini.”

IL GAZZETTINO

GIULIANA MUSSO

È una delle più amate esponenti del teatro italiano di narrazione e d’indagine. Classe 1970, vicentina d’origine e udinese d’adozione. Attrice, ricercatrice, autrice, Premio della Critica 2005, il suo teatro si colloca al confine con il giornalismo d’inchiesta, tra l’indagine e la poesia, la denuncia e la comicità. Una poetica che caratterizza tutti i suoi lavori: una prima trilogia sui “fondamentali” della vita, Nati in casa, Sexmachine e Tanti Saluti (nascita, sesso e morte), e poi un impegnativo viaggio nella distruttività del sistema patriarcale con La città ha fondamenta sopra un misfatto (ispirato a Medea.Voci di Christa Wolf), La Fabbrica dei preti (sulla vita e la formazione nei seminari italiani prima del Concilio Vat. II) e Mio Eroe (la guerra contemporanea nelle voci di madri di militari caduti in Afghanistan). Dal 2008 la sua “casa” artistica è La Corte Ospitale, Rubiera (RE).
“Ho il desiderio di un teatro che ci guardi negli occhi e che ci ascolti” – dichiara Giuliana – “di una drammaturgia che nasca dall’indagine e trasferisca sulla scena la testimonianza di chi vive. (…) Ho scoperto in questi ultimi dieci anni di lavoro che la cosa che mi interessa di più è l’ascolto del ‘reale’. Reale è l’esperienza concreta delle singole persone, la vita vissuta, che io amo chiamare il vivente.”